La Tarologia è una pratica simbolica, riflessiva e narrativa.
Non è in alcun modo una pratica medica, psicologica, curativa, terapeutica o diagnostica.
Non sostituisce in nessun modo alcun percorso o diagnosi di tipo medico, sanitario o psicologico.
Io non sono un operatore sanitario e non intendo in alcun modo svolgerne il ruolo o invaderne gli ambiti professionali, quali che siano.
Ogni riferimento a termini come "Epigenetica", "Sincronicità", "Consapevolezza", "Simbolo", "Archetipo", "trauma" e loro varianti, o altri termini utilizzati formalmente in discipline/scuole/professioni in ambito Psicologico, nonché ogni riferimento a studi inerenti, ha finalità esclusivamente culturali, divulgative ed atte a favorire la riflessione personale, non a fornire diagnosi o considerazioni strettamente cliniche.
Ogni riferimento a termini utilizzati in altre pratiche olistiche, esperienziali, come "Tarologia", "Costellazioni", ed a teorie spirituali e filosofiche, serve semplicemente per esprimere le mie personali convinzioni ed il mio modo di intendere e spiegare il senso di ciò che faccio, ma mai con la pretesa di affermare e men che meno imporre verità assolute.
Anche i link a studi pubblicati su Epigenetica, Sincronicità e Simboli, anche quando validati, perché rivisti, da altri operatori parimenti scientifici ("peer-reviewed"), fungono da contributi alla riflessione, non implicano una mia validazione - perché, semplicemente, non ho competenze ed autorevolezza per poter validare alcunché -, e non permettono assolutamente di implicare, con un nesso di causalità, alcun effetto clinico o terapeutico della Tarologia, e non pretendono in alcun modo di servire a ciò.
I contributi qui riportati hanno l'unica funzione di offrire, da parte di Autori - loro sì - validati e scientificamente pubblicati, contributi alla riflessione su temi più grandi, universali, che si collegano alla Tarologia, nelle sue premesse teoriche, e nella sua pratica nel Consulto Tarologico.
I termini utilizzati nei miei brevi riassunti dei relativi contenuti sono tratti dai rispettivi Abstract, e non servono ad esprimere mie considerazioni mediche, cliniche o psicologiche, ma solo a presentare, limitatamente alla mia comprensione delle cose, quelle dei relativi Autori.
Le menzioni ed i link a libri pubblicati hanno l'unica intenzione e funzione di invitare chi legge ad espandere la propria conoscenza, senza per questo voler forzare alcuno ad abbracciare le idee presentate in quei testi, né tanto meno ad agire in alcun modo basandosi sugli argomenti proposti dagli Autori, argomenti per i quali io non sono in alcun modo responsabile.
Ultima versione: 2026-07-27
Sono nato con una disabilità fisica, la spina bifida (ne parlo ampiamente qui).
E' una condizione che, a meno di scoperte scientifiche rivoluzionarie (chissà, ultimamente la Scienza sta facendo progressi inimmaginabili) o di eventi scientificamente inspiegabili ("ti sia fatto secondo la tua fede" è la risposta di Gesù, riferita dai Vangeli, a chi gli domanda una guarigione, al tempo stesso ricordandolo anche a chi (come me) crede), mi accompagnerà per tutta la Vita.
Hanno dovuto presentarsi altre circostanze, poi, perché finalmente io, una persona che aveva accettato la cosa senza tanti drammi, in fondo trovandola normale, arrivassi ad interrogarmi.
Perché? Perché?! PERCHE'?!?!
"Chiedete e vi sarà dato".
Ebbene, vale anche per le risposte.
Questa mia disabilità, la spina bifida, è certamente una sfida, ma è pure un'occasione preziosissima per mettermi alla prova... e per scoprire che, magari a modo mio, magari con i miei tempi, mi sono possibili cose che, a prima vista, non parrebbero di così facile realizzazione.
Ma questo è ciò che io ho tratto... la pagliuzza d'oro nella melma del fiume, per così dire: perché una disabilità non è sempre facile da vivere, naturalmente.
Eppure questa necessità di comprendere le cose in profondità, di trovar per esse un senso, mi è rimasta: un po' perché sono consapevole che, come ricorda il buon Socrate - So di non sapere -, le domande non si esauriranno mai... un po' perché fa parte della mia natura innata, della mia personalità: una Mente curiosa, e soprattutto aperta!, sempre pronta ad entusiasmarsi insieme al Cuore.
E' proprio per curiosità - o, almeno, questa è la spiegazione razionale, quella più superficiale, che uno potrebbe darsi - che mi sono approcciato ai Tarocchi.
Oh, non mi si fraintenda: conoscere il Futuro? E' forse l'associazione - e la tentazione - più comune, quando si pensa a quelle strane figure disegnate su quelle carte... ma si scopre presto, però, che ad usarli in questo modo, se il responso in previsione su una determinata domanda non è quello desiderato, è assai facile allontanarsi da essi e non osar più di toccarli... perché non è tanto più facile (e umanissimo) desiderare che tutto vada come vorremmo?
Ecco allora che, dopo una prima attrazione seguita, dopo non molto, da una potente disaffezione, che ho trovato un secondo modo, apparentemente più etico ("chi cerca trova"... e chi legge impara!) per utilizzarli: in modo, cioè, dopo aver esaminato il passato e il presente di una questione, da trovare, nella terza carta, un bel consiglio!
Ah, ma che "bellezza"!
Tutti questi dubbi, tutta questa paura di commettere un errore, di scegliere male... non è tanto più comodo, affidare ad una carta una scelta?
Parrebbe di sì, a prima vista.
Ma se riflettiamo su come una carta, dalla quale pretendiamo che ci dia un consiglio finisce con il privarci di un orizzonte sconfinato di scelte possibili... ne varrà veramente la pena?
Se il consiglio si rivelerà sbagliato, e noi, solo noi!, ne pagheremo le conseguenze, a chi daremo la colpa? Ad un rettangolo di carta con sopra stampate delle figure? Ed impareremo quella lezione, poi, se non ci saremo assunti la responsabilità di scegliere quella decisione?
Ma supponiamo pure che il consiglio si rilevi vincente (almeno, a brevissimo o breve termine)... potremo veramente considerarci noi, i vincenti? Potremo veramente proclamare a tutti di aver preso la decisione giusta, quando in realtà ci sarà stato suggerito da... sì, esatto: un rettangolo di carta (o cartoncino) con sopra stampate delle figure?
Ecco, allora, che pure sull'etica di affidare alla terza carta l'indicazione della scelta sul percorso da seguire ci sarebbe parecchio da ridire...
Si arriva, così, alla mia scoperta della Tarologia di Jodorowsky.
Sì, ma... proprio tutto (secondo me, non sono qui a cercare di convincere nessuno).
Tutto, torna, perché ricerche, studi, esperienze, pratiche di persone come Alejandro Jodorowsky o Anne Schutzenberger, uniti a teorie come quella delle Costellazioni Familiari di Bert Hellinger (una pratica esperienziale, ma non clinica, e non riconosciuta come intervento psicologico [Nota Legale]), uniti a concezioni filosofiche e spirituali come quella dell'Uno (tutto è uno, la separazione è un'illusione) alle quali persino la Scienza comincia ad avvicinarsi (l'entanglement degli elettroni che non trova ancora, almeno non nella sola Scienza sperimentale, una spiegazione), insomma, tutto ciò mostra una coesione di... guizzi, temi, movimenti, dal livello più personale, passando per quello dell'albero genealogico, proseguendo per quello umano, per finire a livello cosmico... come se l'Esistere fosse una danza in perfetta (ancorché più spesso che no incomprensibile ) sincronia.
Ecco perché una persona come me, che per una vita si è considerata molto, molto razionale, ma si è pure posta miliardi di domande, arriva a scoprire uno strumento antico, bizzarro e dal potenziale straordinario come quello dei Tarocchi.
Sì, ma per rispondere a quali domande?
Eh.
Secondo la mia visione e concezione spirituale, siamo Anime, particelle energetiche dell'Uno (Dio, Universo, Tao, Tutto) che fanno esperienze tramite le incarnazioni umane.
Nella mia personale interpretazione, viviamo e facciamo esperienza della Vita, qualsiasi cosa ciò significhi, in qualunque modo ciò si declini, in una determinata incarnazione, per evolvere, e dunque, per aumentare la nostra Consapevolezza ([N.L.]).
Quanto dolore vediamo impartire e soffrire, intorno a noi, su una scala piccolissima o su una scala vasta come il mondo, per quella che parrebbe essere un'insana mancanza di Consapevolezza?
Ma guardiamo alle storie, alle vicende nostre e dei nostri Antenati.
Quanti temi ricorrenti, quante corrispondenze in date ed età?
Ora, possiamo guardare a queste bizzarrie, e la nostra razionalità, dono di un progresso fin troppo spesso disumano e disumanizzante, può farci propendere per interpretarle come una serie di coincidenze... non è forse più facile vederla così, che affrontare la realtà che vi sono cose che non comprendiamo o non ci spieghiamo? Ma non è anche più spaventoso, vederla così, se siamo in balìa del Caso più incontrollato?
Tutto torna: anche questioni dei nostri alberi genealogici che, a suo tempo, per mille ragioni, non sono state affrontate, guardate, comprese, accettate... ed ecco che ritornano, come se volessero essere guardate, una buona volta.
Ma pure la Scienza ce lo conferma, con un esperimento su dei poveri topolini portati *quasi* all'annegamento, che hanno poi messo al mondo proli provate da una paura dell'acqua senza aver vissuto la stessa esperienza particolarmente intensa.
L'Epigenetica studia questo, la trasmissione attraverso le generazioni non solo dei tratti genetici come il colore degli occhi o dei capelli, l'altezza o la costituzione, determinate peculiarità o malattie... ma anche di particolari memorie emozionali, e di come tali memorie possano influenzare la risposta allo stress ([N.L.])
Sincronicità
"Sì, ma che c'entrano i Tarocchi, in tutto questo?".
Ci fornisce una risposta, più o meno indirettamente, il buon Carl Gustav Jung, con il concetto di Sincronicità [N.L.] (che si ritrova, con altri nomi, anche in altre culture, specialmente orientali), secondo il quale ciò che si manifesta all'esterno sarebbe in realtà un contenuto interno che necessita di essere portato alla nostra consapevolezza.
Secondo Jung, insomma, niente accade per caso, tutto ha un senso.
Riuniamo i puntini, allora, in questo capitoletto intitolato alla Sincronicità.
Se Tutto è Uno, se tutto è intrinsecamente e fittamente collegato...
...cose che ci capitano oggi, nella nostra vita, potrebbero essere capitate, in modi identici, simili, simmetrici o anti-simmetrici, a persone di generazioni addietro nel nostro Albero Genealogico.
Secondo la prospettiva simbolica della Tarologia, le Carte dei Tarocchi non vengono estratte per caso.
Nella Tarologia (parola che, a proposito, è la crasi di Tarocchi e Genealogia), gli Arcani (le carte, insomma) mostrerebbero Simboli che richiamerebbero Archetipi... gli Archetipi [N.L.] sono rappresentazioni simboliche comuni all'esperienza umana, ma che è impossibile comprendere nella loro totalità e complessità.
Archetipi come il Bambino, la Madre, il Padre, la Nonna, il Nonno... ecco che, guardandole in questo senso, non per divinare, quelle figure su quelle tre carte paiono quasi prender vita e raccontarci... una storia.
Una storia a caso?
No, la Sincronicità di Jung parrebbe proprio confermare il contrario.
Allora, quelle tre carte, con le loro storie... potrebbero parlare del nostro Albero Genealogico.
Possiamo cambiare il nostro passato personale?
No.
E possiamo cambiarle, poi, quelle vite vissute tanto tempo prima di noi?
No, ancor meno.
Eppure, nell'accorgerci, guardando quelle carte, che un certo tema col quale abbiamo a che fare fin troppo spesso per i nostri gusti potrebbe derivare da qualcosa di capitato ad un nostro antenato... già ci potrebbe aiutare a realizzare [N.L.] come quel peso, in fondo, non nasce da noi.
E, guardandolo, se da qualche parte nel nostro codice genetico, qualcosa gridava, appunto, "guardami!"... non si sentirà già, quel dolore, visto?
-
Ah, sono consapevole, anch'io.
Al momento (fine Novembre 2025) sono nei primi tre mesi del secondo anno di un Biennio professionalizzante in Tarologia (un percorso formativo, sì, seppur, ovviamente, non sanitario, né medico, né psicologico, perché ciò che faccio non è pratica medica, ma esperienziale [N.L.]).
La via è ancora lunga... e comprende, tra l'altro, ben 48 Consulti di pratica!
Consulti di Base, nei limiti di ciò che so fare e, soprattutto, che ancora non so.
Eppure, in tempi tanto travagliati, nei quali tante, troppe Menti sembrano perdersi... non potrebbe venire, da dentro di noi, quella Consapevolezza della quale abbiamo un disperato bisogno?
Ecco, in sole tre carte potrebbe esserci l'Universo.
Basta aprirsi per ricevere.
Basta ascoltare per udire.
E via, ad evolvere.
Daniele Bergamini
Facilitatore Evolutivo
28-11-2025
(prima stesura, con prevista, dal mattino prossimo, lontano appena poche ore, la mia prima partecipazione ad una Fiera, il Chakra 2025, di carattere olistico, in qualità, io, di Mental Coach certificato e di Apprendista Tarologo.)
"Cos'è un Nodo?"
Un limite o un'apparente ripetizione nel proprio percorso che potrei sentire fuori dal mio controllo.
"Cos'è un Consulto Tarologico? Come funziona?"
- E' uno strumento di indagine simbolica ed archetipica
- Io e il Tarologo definiamo il Tema/Nodo che voglio esplorare
- Il Tarologo estrae 3 Tarocchi, stimoli per trovare connessioni
- Mi fa domande su Me e la mia Famiglia e io rispondo in libertà
- Mi propone possibili connessioni tra Tema/Nodo e fatti emersi.
"E cosa non è?"
- La Tarologia non è Cartomanzia o magia.
- Non dà pareri medici/psicologici, non fa diagnosi, non dà cure.
- Il Tarologo non indovina o prevede nulla, su me o su nessuno.
- Non mi consiglia cosa scegliere o fare, o come vivere.
- Non mi forza ad accettare alcuna possibile interpretazione.
- Il Tarologo rispetta Me, la mia Libertà, il mio Potere Personale.
"Perché usare i Tarocchi, se la Cartomanzia non c'entra?"
Le figure sui Tarocchi di Marsiglia e Besançon richiamano, metaforicamente, circostanze di Vita universali di ogni persona.
"Perché usi quei Tarocchi di Marsiglia e Besançon dai colori così netti e finti, e non usi, invece, le riproduzioni di quelli antichi, che sono più suggestive?"
Le riproduzioni di mazzi di Tarocchi antichi sono bellissime, e trasportano il fruitore in una sorta di viaggio nel Tempo molto suggestivo.
In quello spirito, volendo sentirsi qualcuno che, in un antico passato, scruti quelle immagini per fungere da Oracolo, sono perfettamente adeguate.
In un Consulto Tarologico, tuttavia, l'obiettivo è tutt'altro, e lo spirito è e vuole restare ancorato ad un sano, ed equilibrato pragmatismo.
Quindi, intanto, quelle carte, restaurate in senso Tarologico, ci aiuteranno a ricordarci che, per dire, non stiamo facendo Cartomanzia nel Medioevo o nel Rinascimento.
Nel porgere Domande al Consultante, su lui o lei, sul suo Tema o Nodo, sul contesto metagenealogico, e, ancor prima, su osservazioni eventualmente affioranti dall'osservazione delle figure sulle carte, la facilità di osservazione, la leggibilità delle stesse è di fondamentale importanza.
Come posso concentrarmi, guardandomi dentro, su cosa mi suscita la figura su una carta, o l'insieme delle figure sulle carte, se quelle figure sono sbavate, confuse, con tratti che ora sono netti ed ora sembrano svanire, con macchie di colore che ora sembrano ritirarsi, lasciando spazii vuoti ed ora strabordando oltre i bordi, con tutto l'insieme che è così irregolare da costringermi, innanzi tutto, ad impegnarmi per riuscire a percepire e decifrare cosa sto vedendo?
Tutto quel focus finirà col concentrarsi sul guardare qualcosa di esterno, le figure, e non è affatto detto che cesserà di farlo del tutto, prima di dare spazio sufficiente ad un esame interiore di cosa suscitino o richiamino, in sé, quelle immagini.
"Perché non usi quelli di Rider-Waite-Smith che sono più new age/famosi/"quelli veri", e tra l'altro hanno Arcani Minori illustrati e dunque sono più facili e immediati da leggere?"
I celebri Tarocchi di Rider-Waite-Smith, popolarissimi e diffusissimi nel mondo di cultura anglosassone, sono una rielaborazione in chiave più moderna e new-age di una serie di influenze, tra le quali gli antichi Sola-Busca del 1491, l'Esoterismo, il Misticismo cristiano, la Cabala ebraica, ma pure l'Alchimia e l'Astrologia (per dire, sull'Imperatore è raffigurato il simbolo del segno zodiacale dell'Ariete).
Gli Arcani Minori, poi, sono illustrati con scene che, nelle intenzioni degli Autori, rendono quei Tarocchi più "democratici", più "friendly", perché basta osservare una scena, et voilà!, anche se non hai dimestichezza con i Tarocchi, puoi immediatamente profetizzare ciò che avverrà.
C'è un problema non da poco, però.
Facciamo un primo esempio molto concreto, con una carta che in Cartomanzia è molto temuta...
Esempio 1:
Osserviamo il Tre di Spade.
Nei Raider-Waite-Smith (e nelle mille derivazioni tematiche che ne sono derivate), il Tre di Spade mostra un cuore trafitto da tre spade.
E i significati associati ad esso sono, naturalmente, e con essi le previsioni ricavabili ad un primo sguardo, dolorosi.
Che cosa mostrano, invece, i Marsigliesi, per quella specifica carta?
Due spade curve, disposte ad ogiva, attraversate da una spada dritta che, partendo dall'incrocio delle altre due in basso, arriva a perforare il loro incrocio in alto.
Perché, questo?
Nella Numerologia del Seme, il numero 3, numero dispari, dunque non stabile ma dinamico, di movimento, di evoluzione, è associato all'idea del primo germoglio che un seme piantato a terra (1) prova a lasciar uscire, con grande spinta, seppur senza chissà quale direzione (3), dopo essersi guardato dentro ed aver cominciato a cogliere, nel profondo di sé, un progetto, il proprio (2).
E se lo applichiamo al Tre di Spade?
Be', molto dipenderà dal Tema o Nodo portato dalla persona, e dalla posizione della Carta nella stesa di tre carta (o cinque che siano)... e non bisogna dimenticare il ciclo tra i Semi raffigurato nell'Arcano Maggiore XXI - Il Mondo, che si percorre in senso antiorario, e che dai Denari (il Materiale, il Corpo) passa ai Bastoni (la Creatività, la Sfera Sessuale), per poi arrivare alle Spade (l'Ambito Mentale), per approdare alle Coppe (le Emozioni) e, di nuovo, per tornare ai Denari.
E nemmeno bisogna scordare che, per un un Seme, il viaggio dall'1 al 10, che richiama quello tra l'Arcano I - Il Bagatto e il X - La Ruota di Fortuna, ma pure, ad un livello più profondo, la sequenza di passaggi tra XI - La Forza e XX - Il Giudizio, una certa carta dei cosiddetti Valori (1-10) potrebbe mostrare, sincronicamente, come questo Seme potrebbe star manifestandosi nella mia Vita in un dato momento.
Il Tre di Spade, allora, potrebbe rappresentare il risultato di un momento di introspezione a seguito del quale i miei pensieri cominciano a produrre una sperimentazione che, nel suo proseguio, arrivando fino al 10, potrebbe essere indirizzata ad elevarsi dagli aspetti del Mentale per arrivare al campo Emozionale (Spade -> Coppe).
Perché, dunque, nei RWS, per il Tre di Spade, viene mostrato un cuore trafitto?
Be', vediamo un po'.
Sono forse in un processo evolutivo che, al momento, interessa i primi passi in un campo Mentale, quindi con pensieri che producono primi tentativi di evoluzione (il 3 come germoglio buttato tanto per provare, senza una gran direzione)?
Se fosse così, non potrebbe, magari, il Cuore, esserne in qualche modo sacrificato, nel senso di messo da parte, se il focus sta altrove?
Come Tarologo non lo so, non posso certamente indovinarlo (e non lo voglio, per carità), e perciò questa potrebbe essere soltanto una domanda da porgere in maniera aperta al/alla Consultante... ma potrebbe essere un'ipotesi plausibile, a livello teorico: un focus su una prima elaborazione di pensieri, che dunque richiede energia, potrebbe comportare un minor focus sul cuore.
Ecco, allora, che, ragionando ed intuendo così, si può ritrovare, in qualche modo, quell'immagine del cuore trafitto.
Ma mentre quell'immagine, nella sua "democraticità" ed immediatezza da "Cartomanzia DIY", spaventa, impressiona... condanna... il Tre di Spade dei Marsigliesi o dei Besançon non è affatto minaccioso, e garantisce una maggiore apertura: tant'è che quella punta di spada in alto, che sembra voler rompere quell'ogiva formata dalle altre due spade, mostra proprio l'inizio di un atto che aprirà quello che possiamo immaginare come il guscio di un seme.
E' spaventoso, questo?
E' un verdetto negativo?
E' una promessa di dolore?
No, no, e ancora no.
Anzi!
Cosa è più aperto ed evolutivo, cosa è non-doloroso, per chi viene a co-creare un Consulto con me?
Esempio 2:
Un'altra carta molto temuta, nei RWS, è il Cinque di Pentacoli.
E lo è, temuta, per come gli autori hanno deciso di illustrarla.
Vi sono raffigurate due persone vestite di stracci, che camminano dolorosamente su grucce, lamentandosi, in mezzo alla neve, davanti al muro di una chiesa con una finestra a mosaico che rappresenta proprio i cinque denari (Pentacoli, come lo dicono loro, aspetto che fa parte di quegli adattamenti (stravolgimenti, in realtà, a mio parere) esoterici degli originali).
Non sorprende, allora, che l'interpretazione associata in cartomanzia sia quella della povertà, della perdita di beni materiali, eccetera.
Be', volendo ricevere una divinazione, chi non si spaventerebbe, trovandosi davanti una carta del genere?!
E nei mazzi di Tarocchi di Marsiglia o Besançon che uso nella mia pratica della Tarologia? Cosa c'è disegnato, lì?
Quattro Denari/Ori stanno ai quattro angoli, custodendo, tra rami e foglie che danno un senso di vitalità, un quinto Denaro, posizionato al centro della carta.
Il quinto Denaro sembra quasi che stia nascendo in una sorta di grembo vegetale.
Se torniamo alla Numerologia del Seme, partendo dal 3, con il Seme che prova a buttar fuori il primo germoglio (ricordi? Ne abbiamo appena parlato), passiamo, evolutivamente, al 4, che rappresenta quello stesso Seme che, per meglio sostenere la crescita del germoglio, necessita di buttar fuori e far crescere delle radici che ne garantiscano la stabilità... ed arriviamo, finalmente, al 5, con il germoglio che, trovata stabilità nella terra (nella Materia), ha l'occasione per guardar sopra di Sé, dove trova... ebbene il Cielo, niente meno!, con il suo infinito abisso, che gli promette tutto lo spazio che serve per crescere in altezza.
Insomma, il Cinque di Denari porta un po' con sé un senso nel quale si scopre che non esiste soltanto la Materia, la stabilità: tant'è che il Seme successivo saranno i Bastoni, cioè aspetti legati a Creatività e Sessualità, come a dire: "Sì, c'è la Materia, la quale, però, può diventare la base per un impiego energetico, vitale, creativo, che porta movimento, crescita ed evoluzione lì dove c'è stabilità e fissità."
Non per niente, negli Arcani Maggiori, il quinto Grado corrisponde al Papa (o a Giove, nei Besançon), che aiuta a spiritualizzare la Materia.
Aspetta, "il Papa"?
Ah, ecco perché al Cinque di Pentacoli dei RWS troviamo, sullo sfondo, il muro con finestra di una chiesa!
Ma con i mazzi tradizionali, estraendo il Cinque di Denari, in un Consulto, si potrebbero far domande, per esempio, se vi siano, e quali siano, eventuali aspetti materiali dai quali il/la Consultante si stia elevando con uno sguardo più ampio... insomma, per esplorare cosa possa esserci, di più, rispetto a ciò che sembra già esserci.
Come fissa, semplifica, e rende profeticamente una sventura, questo, il RWS?
Volendo interpretare letteralmente l'immagine, si potrebbe forse annunciare (con voce lugubre) "Perderai i tuoi beni materiali, così che non ti resterà che rivolgerti alle faccende dello Spirito."
Quale dei due messaggi, ma ancor prima degli approcci, è veramente evolutivo?
E quale, tra l'altro, anche a livello visivo, è rispettoso della sensibilità della Persona che viene per un Consulto?
Scegliere la Tarologia invece che la Cartomanzia, e scegliere i Marsigliesi e i Besançon restaurati invece che RWS, non è affatto banale e non è certamente affidato al caso o ad una valutazione superficiale.
E' una scelta di Campo.
"Perché non usi il tal mazzo X di Tarocchi, che è più bello?"
Il punto, nel fare un Consulto, non sta nel crogiolarsi nella contemplazione degli aspetti estetici di una carta, ma in un lavoro interiore a beneficio del quale tali aspetti possono senz'altro essere temporaneamente sacrificati a vantaggio di una maggior leggibilità neuro-visiva che favorisca gli aspetti introspettivi.
Per quanto riguarda le valutazioni estetiche, poi, su cosa sia "più [o meno] bello", val la pena ricordare che tutto ciò è altamente soggettivo...
"Quanto dura, un Consulto? Quanto costa?"
Dura tra 30 e 60 minuti, e, al momento, è ad offerta libera.
In quanto maschio Gemelli ascendente Acquario, sono, io per primo, ben attento, a voler comprendere su basi razionali, fondate, quanto più possibile di ciò a cui mi approccio.
Ancor più se si tratta di qualcosa che intendo utilizzare per mettermi al Servizio.
Di seguito, alcune domande - che non mi è stato difficile "pescare" nel mio lato più puntigliosamente razionale e scientifico - con le relative risposte, che spero possano contirbuire a dissipare quel velo di mistero, scetticismo ed anzi-razionale che, comprendo benissimo, i Tarocchi, e qualunque cosa si faccia con i medesimi, possono suscitare.
Spero che la lettura di tutto quanto segue possa facilitare, se non lo sciogliere quei dubbi, almeno il considerare che la questione Tarologia non è così facilmente liquidabile come "fuffa".
D'altro canto, vale sempre quanto scritto nella [Nota Legale] .
"Estrai le carte a caso. Cosa c'entrano con me?"
Nel Consulto ci si avvale della Sincronicità, nesso non causale tra evento esterno (carte estratte) e stato interiore. Questo approccio, riconosciuto anche in modelli teorici contemporanei, suggerisce che le immagini possano risuonare coi nostri contenuti, aiutandoci (simbolicamente e narrativamente, non clinicamente) a focalizzare ciò che già è in noi ma non ancora visto.
"Cosa c'entra, il mio vissuto, con fatti lontani o avi che non ho nemmeno conosciuto?"
Studi epigenetici (Yehuda et al., 2014/2018, v. sotto, Approfondimenti Multi-Disciplinari) sui discendenti di sopravvissuti a forti stress, dimostrano l'esistenza di una "cicatrice molecolare" (alterazione del gene FKBP5). Non ereditiamo solo geni, ma anche tracce biologiche delle esperienze dei nostri avi, che influenzano la nostra risposta allo stress. Ma pure osservando il vissuto di una Famiglia, possiamo vedere eventi impattare su emozioni e credenze di una persona, poi passate a chi segue.
"Come può, fare un Consulto, aiutarmi a sciogliere un Nodo?"
Esplorare ciò che è successo prima e ciò che succede ora, individuando schemi familiari non sempre percepiti, o ripetizioni di eventi o scelte, è un primo passo. La ricerca mostra che l'essere umano può cambiare le proprie risposte allo stress tramite nuove esperienze di Consapevolezza e relazione, favorendo scelte più libere nel Qui ed Ora.
Naturalmente, quando parlo di "sciogliere un Nodo" lo intendo in senso simbolico, riflessivo e narrativo, non terapeutico [N.L.].
La Consapevolezza può favorire Libertà e Cambiamento. [N.L.]
Segue un elenco ragionato di testi sulla Tarologia, ovvero sui Tarocchi visti ed utilizzati in una prospettiva Tarologica, e sulla MetaGenealogia, nonché su discipline scientifiche che possono aiutare a comprendere i fondamenti, le premesse ed i postulati alla base della teoria e della pratica Tarologica, cioè connesse all'esplorazione in chiave archetipica del tema portanto dal Consultante, basandosi sulle tre carte estratte, durante il Consulto.
Un po' autobiografia romanzata, un po' studio storiografico, semiotico, un po' trattato multidisciplinare, Il Testo che più di ogni altro introduce all'Arte e Disciplina della Tarologia... da parte del suo fondatore, Alejandro Jodorowsky in persona.
Imperdibile.
Il libro, fondamentale, che esamina con affascinante (e terrificante) profondità, e con uno sfoggio impressionante di una cultura apparentemente enciclopedica, le osservazioni e gli studi di Jodorowsky sulla vita umana in relazione ai meandri del Sistema Familiare (ossia, l'Albero Genealogico inteso in senso più ampio).
Il distillato di una pratica pluridecennale dei Tarocchi in mezzo alla gente, con la gente e sulla gente, che ha portato all'osservazione empirica di quegli schemi familiari dai quali l'Autore ha dedotto l'archittettura della Metagenealogia.
Senza questa disciplina, la Tarologia non esisterebbe ed i Tarocchi resterebbero o esclusiva quasi totale della Cartomanzia (ossia della Divinazione), o dell'analisi introspettiva... o del gioco.
Ma, appunto, "Tarologia" = "Tarocchi" + "Metagenealogia".
Altrettanto imperdibile.
Alejandro Jodorowsky è certamente un personaggio assai celebre... e non di rado assai discusso.
Nominandolo, citandolo, quando introduco la Tarologia, non poche persone reagiscono con entusiasmo, confermando di conoscerlo, più spesso per la sua istrionica produzione artistica, cinematografica, culturale...
Se quella della Metagenealogia fosse stata unicamente una sua intuizione, forse tanti avrebbero potuto liquidarla come l'ennesima di tante altre sue bizzarrie, ancor più essendo coinvolti i Tarocchi, strumento che a non pochi suscita sensazioni ed emozioni affatto gradevoli...
Ma se anche Anne Ancelin Schützenberger, psicologa nonché professore emerito di Psicologia all'università di Nizza, tramite la sua professione, e dunque sul suo lavoro "sul campo" con il vissuto delle persone, è arrivata a conclusioni molto simili a quelle di Jodorowsky (seppur con un'esposizione di taglio più rigoroso e saldamente ancorato al linguaggio delle scienze psicologiche nonché ai dati statistici)... be', forse liquidare il tutto come stranezze o fantasie non è così semplice.
Per chi ama un'esposizione saldamente ancorata al Razionale ed alla documentazione scientifica.
Hopcke, psicoterapeuta e formatore di area junghiana, esplora, in questo testo, la Sincronicità, considerandola un fenomeno archetipico.
Definisce gli Archetipi come "strutture di significato che organizzano eventi sincronici", con gli eventi sincronici che sarebbero "manifestazioni narrative dell'archetipo", ovvero tali eventi si manifesterebbero quando l'archetipo è attivo nella psiche di una persona, spesso durante importanti transizioni nella sua vita.
Ma tali transizioni sarebbero spesso legate a controparti archetipiche universali nell'esperienza umana... e proprio degli Archetipi sono raffigurati negli Arcani Maggiori dei Tarocchi, volendo interpretare quelle figure in tal modo.
Insomma, nella Vita si attiverebbero Archetipi, i quali, poi, per Sincronicità, porterebbero all'estrazione di carte con raffigurati quegli Archetipi.
Robert Hopcke
Nulla succede per caso - Le coincidenze che cambiano la nostra vita
Mondadori (2022)
In questo testo, Main, il massimo esperto mondiale sul legame tra Jung, Sincronicità e Scienze Umane, analizza la Sincronicità come evento simbolico.
Un evento simbolico, legato a simboli, che emerge dall'interazione tra stato interno ed immagine simbolica.
Definisce anche gli Archetipi come "matrici di significato" che facilitano la percezione sincronica, e gli eventi sincronici come "narrazioni simboliche che si auto-organizzano".
La Sincronicità, con i suoi eventi che si manifestano come narrazioni, che nasce da simboli... e quelli sui Tarocchi non sono proprio simboli?
Roderick Main
Breaking the Spell of Disenchantment: Mystery, Meaning, and Metaphysics in the Work of C. G. Jung
(Chiron Publications, 2022)
Ex presidente dell'IAAP, Joseph Cambray ha inserito la Sincronicità nella cornice scientifica della teoria della complessità e dei sistemi emergenti. Laddove sembra esserci caos, i simboli emergono per mostrare un senso, un significato (si parla di "campi emergenti di significato"), cioè facilitano eventi sincronici.
Questo viene osservato, spesso, durante l'uso di immagini nella Terapia.
Ora, ancora, sempre: il Consulto Tarologico non è assolutamente Terapia.
Ma, seguendo il ragionamento di Cambray, sembra apparire ragionevole ipotizzare che, anche nel Consulto, essendo coinvolte le immagini disegnate sui Tarocchi, che queste emergano per facilitare eventi sincronici.
Analytical Psychology - Contemporary Perspectives in Jungian Analysis
Editato da Joseph Cambray, Linda Carter
(Routledge, 2004)
Ulteriori spunti di riflessione, rintracciabili in studi scientifici pubblicati. [Nota Legale]
Tradizionalmente, nella percezione popolare, l'utilizzo dei Tarocchi è legato a pratiche divinatorie.
Ciò non vale assolutamente per la Tarologia, e proprio per questo, ogni volta che spiego (a chiunque incontro, praticamente) la medesima e il mio ruolo di Tarologo, esordisco raccontando cosa non è, la prima, e cosa non faccio, io.
Le frasi, grosso modo, sono sempre quelle.
"La Tarologia non è fare previsioni o profezie, e io, infatti, come Tarologo, non le faccio: intanto, perché non ho questa capacità, ma soprattutto perché si rischierebbe il fenomeno della profezia auto-realizzante, cioè il porre inconsapevolmente in essere, da parte di chi la riceve, e finisce col crederci, scelte, decisioni azioni che la realizzino.
La Tarologia non è indovinare, e infatti io come Tarologo non indovino nulla, perché non servirebbe a nulla se non al mio ego, e poi non sono un indovino, non ho questo dono.
E la Tarologia non è dare consigli, perché, chi sono, io, Tarologo, ma prima ancora Essere Umano, come chiunque altro, per dare consigli a chiunque?
Eguaglianza, tra noi - e dunque, io non sono più di te e non ne so più di te -, ed empowerment, cioè potenziamento, il tuo, sono tra i Princìpi fondanti che mi motivano e che osservo scrupolosamente.
Come Tarologo [...]" eccetera eccetera (su queste pagine descrivo già profusamente cosa sia la Tarologia e cosa faccio, io, come Tarologo).
Questo mio voler precisare puntigliosamente cosa non sia, la Tarologia, e cosa non faccio, come Tarologo, nasce da una precisa scelta etica professionale, e, prima ancora, umana.
Una scelta fondata non solo sulla mia personale esperienza empirica ("non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te"), ma anche sulla conoscenza di una serie di fenomeni psicologici e sociologici, oggetti di studio, che descrivono proprio i rischi di una pratica che includa profezie, consigli e quant'altro.
Gli articoli scientifici, regolarmente pubblicati, elencati qui di seguito portano luce proprio su questo tipo di dinamiche relazionali.
L'articolo, del 1948, nel quale R. K. Merton introduce il concetto di "profezia auto-realizzante".
E' utile evidenziare come questo fenomeno sia di interesse in ogni genere di relazione, personale o professionale, tra pari e non, tra singoli e/o gruppi, in quanto basato sul presupposto (empiricamente valido) che il credere qualcosa, su di sé o su altri, finisce, inevitabilmente, con l'influire sui propri comportamenti e questo, in un qualsiasi genere di relazione, può avere un suo impatto.
Un semplice esempio?
Se credo che la Persona X nutra rabbia nei miei confronti, e sulla base di questa mia percezione la tratto con durezza... be', è possibile che X si arrabbi con me, di fatto rendendo vera la mia presupposizione.
Il paradosso sta nel fatto che potrebbe essere che magari, prima del mio trattamento (immotivato), quella persona non avesse nulla contro di me, e che, di fatto, io diventi l'unico responsabile e provocatore di quella sua rabbia verso di me che prima era soltanto nella mia mente.
Merton, R. K. (1948).
The Self-Fulfilling Prophecy.
https://doi.org/10.2307/4609267
Una tipologia specifica di casi di "profezia auto-realizzante", cioè l'effetto Pigmalione, si ha quando le aspettative di una figura di riferimento possono indurre in qualcuno un comportamento differente, portando ad un miglioramento dei suoi risultati.
Può valere per una classe scolastica nei confronti dell'insegnante, in un rapporto tra un atleta ed il suo allenatore... ma l'influenza rischia anche di valere tra consultante ed "oracolante", se il primo vede il secondo come una figura autorevole ed affidabile nei suoi responsi.
Per quanto l'effetto Pigmalione è caratterizzato da risultati positivi, si tratta comunque di un tipo di influenza.
Rosenthal, R., & Jacobson, L. (1968).
Pygmalion in the Classroom.
https://doi.org/10.1002/9780470479216.corpsy0761
Interessante studio nel quale viene mostrata una tendenza delle persone, di fronte all'imponderabile, ad attendere per sé una probabilità di successo superiore a quella che, oggettivamente, sarebbe ragionevole aspettarsi.
E' la cosiddetta "Illusione del Controllo", che spiega la necessità di alcune persone di rivolgersi a pratiche divinatorie (che può tradursi, banalmente, anche soltanto nel consultare l'oroscopo del giorno, della settimana, del mese, dell'anno...): sulla base della presunzione di conoscere il futuro, ci si può meglio illudere di avere un maggior controllo su ciò che avverrà.
Langer, E. J. (1975).
The Illusion of Control.
https://psycnet.apa.org/doi/10.1037/0022-3514.32.2.311
...perché se si cerca di conoscere il futuro, potrebbe essere che, alla base, ci sia una paura fondamentale nel Genere Umano: quella dell'Ignoto.
Una paura che può tradursi in una sorta di "intolleranza dell'incertezza".
Carleton, R. N. (2016).
Fear of the Unknown: One of the Fundamental Fears of Humanity.
https://doi.org/10.1016/j.janxdis.2016.02.007
I prossimi tre articoli sono più strettamente collegati alla Excessive Reassurance-Seeking (Ricerca Eccessiva di Rassicurazione), meccanismo transdiagnostico che porta una persona a delegare compulsivamente (e disfunzionalmente) ad altri la responsabilità sul proprio futuro.
E' un meccanismo che si osserva in maniera evidente in quelle pratiche più "oracolari" nelle quali si riceve ("si subisce", verrebbe da dire...) un responso...
Studio sulla rassicurazione come controllo compulsivo, ma trasferito ad altri, che può nascere da una mancanza di fiducia nella propria capacità di assumersi le proprie responsabilità nel decidere per se stessi.
Questo meccanismo, apparentemente rassicurante sul breve termine, può arrivare a danneggiare l'autostima a lungo termine.
Champion, G. & Grisham, J. R.
Does Low Memory Confidence Drive Excessive Reassurance Seeking? (2024)
DOI: 10.1007/s41811-024-00220-5
Mi è stato raccomandato molte volte, giustissimamente, da chi mi ha trasmesso gli insegnamenti sulla Tarologia, di prestare estrema attenzione a rispettare una serie di princìpi etici, anche per non cadere, io e i Consultanti, in una sorta di relazione di dipendenza... e mi è stato raccomandato, ciò, perché è fin troppo facile che accada.
L'articolo che segue studia proprio un caso del genere.
Grall-Bronnec, M., et al.
Fortune telling addiction: Unfortunately a serious topic. About a case. (2015)
https://doi.org/10.1556/jba.4.2015.1.7
...e un altro dei tanti insegnamenti che ho ricevuto riguarda anche il prestare una rigorosa attenzione a non ricadere, io o il Consultante, nel cosiddetto "pensiero magico".
Se ne parla in questo articolo, nel quale si studia come lo stress e il desiderio di controllo possano indurre comportamenti superstiziosi.
Dudley, R. T.
The Effects of Stress and Desire for Control on Superstitious Behavior. (2000)
https://doi.org/10.1016/S0191-8869(98)00209-8
Una volta sgombrato il campo... o, forse, più realisticamente, potrei dire... una volta instillato (chissà) in Chi legge qualche fondato dubbio sull'opportunità di rivolgersi a pratiche divinatorie che non sono la Tarologia, passo all'elencazione di articoli scientifici che, invece, supportano la validità dei suoi Princìpi fondanti.
L'osservazione e lo studio della trasmissione di eventi ed esperienze attraverso le generazioni di un Sistema Familiare, ossia la Metagenealogia, è uno dei capisaldi della Tarologia.
Senza la Metagenealogia, senza quei Nodi che ci arrivano da lontano, dalle nostre radici (in senso ampio, personale ed intrapersonale), perché mai dovremmo prendere in mano i Tarocchi per fare un Consulto Tarologico?
Eppure, proprio la Metagenealogia, è, forse, un argomento che potrebbe far sorridere (quando non inorridire) alcuni scettici.
Eppure esistono studi, anche moderni, sull'Epigenetica, che confermano scientificamente la concretezza e a volte persino la misurabilità di un tale intreccio tra aspetti così diversi ed apparentemente lontani dell'esperienza umana, nelle sue sfumature sociali, relazionali, familiari, ma pure così concretamente biologiche.
Segue un piccolo elenco di questi studi: potrà forse apparire ripetitivo, ma, a mio modesto parere, il fatto che, invece, ricercatori differenti, anche lontani tra loro, arrivino a conclusioni compatibili, quando non coincidenti, può forse aprire il varco, in chi legge, ad un "dubbio sull'effettivamente possibile".
Uno studio scientifico sulla trasmissione intragenerazionale, per via epigenetica, di un meccanismo di risposta allo stress (in particolare, riguardante la metilazione del gene FKBP5) nei figli di persone sopravvissute all'Olocausto.
Yehuda, R., & Lehrner, A. (2018).
Intergenerational transmission of trauma effects: putative role of epigenetic mechanisms.
World Psychiatry, 17(3), 243–257. doi:10.1002/wps.20568
Un articolo di revisione sistematica sulla trasmissione intragenerazionale di schemi e risposte allo stress, che ne mostra, studiandola, la realtà e addirittura la misurabilità.
La sintesi iniziale, nelle primissime righe, esplicita che "la trasmissione degli effetti di esperienze traumatiche di genitori ai loro figli, che non hanno sperimentato in prima persona quegli eventi traumatici [...] avviene tramite cambiamenti neurobiologici e metabolici e nel contesto in cui sono stati cresciuti."
L'articolo si concentra anche sulle "prove che confermano l'impatto su su tre generazioni", evidenzia "l'impatto intergenerazionale del trauma" e "la sua significatività epigenetica", tant'è che "l'obiettivo primario era di esplorare meccanismi epigenetici universali."
Froń, O., Chwesiuk, K., Jabłonka, D., & Kułak‑Bejda, A. (2026).
When Trauma Crosses Generations: Mechanisms, Clinical Patterns and Therapeutic Implications of Transgenerational Trauma—A Systematic Review.
Cells, 15(7), 609. https://doi.org/10.3390/cells15070609
Un articolo (peer-reviewed, cioè revisionato da altri esperti del settore prima di essere pubblicato) che esamina l'influenza su fattori epigenetici del trauma, sui suoi meccanismi biologici, la trasmissione tra generazioni e sul ruolo di fattori relazionali ed ambientali.
L'articolo scende anche a considerare l'influenza sugli aspetti biologici del vissuto familiare, dei meccanismi coinvolti nella cura parentale.
Insomma, la Scienza riconosce che il vissuto familiare e le esperienze che provocano stress possono influenzare la risposta allo stress anche delle generazioni successive.
Kac, E., Qi, Q., & Ryznar, R. (2026).
Epigenetic changes associated with multi‑generational trauma: characterization, mechanisms, and therapeutics.
Frontiers in Psychiatry, 17, 1769422. https://doi.org/10.3389/fpsyt.2026.1769422
Un altro articolo, di review accademica (che dunque fa il punto della situazione sugli studi pubblicati su un determinato argomento, organizzando e presentando dati già esaminati), che integra, il trauma, l'epigenetica, la trasmissione intergenerazionale, la metilazione del DNA (sul gene NR3C1 e, ancora una volta, sul gene FKBP5 già studiato da Yehuda e Lehrner), fattori ambientali e culturali, e il ruolo delle esperienze relazionali ed ambientali nel mitigare gli effetti del trauma (sempre in senso simbolico e narrativo, assolutamente non terapeutico).
Nel "mitigare", si badi, senza la pretesa di risolvere magicamente alcunché. [N.L.]
Ma se è vero che uno stress determina una risposta, a sua volta trasmessa tra generazioni, a questa risposta si può prestare attenzione, e su di essa si può in qualche modo agire.
L'articolo, naturalmente, non indora alcuna pillola, e non si nasconde come le difficoltà metodologiche, nel mostrare la correlazione tra trauma e risposte biologiche, e, non di meno, più tra queste e la loro trasmissione epigenetica, non manchino, laddove biologia, ambiente e relazioni si intrecciano, nelle nostre vite lungo il tortuoso corso del fiume del Tempo.
Banushi, B., Collova, J., & Milroy, H. (2025).
Epigenetic Echoes: Bridging Nature, Nurture, and Healing Across Generations.
International Journal of Molecular Sciences, 26(7), 3075. https://doi.org/10.3390/ijms26073075
La Sincronicità, più ancora della Metagenealogia, è certamente in grado di stuzzicare un senso di straniamento, e forse, ancor più, un moto di orrore, in chiunque tenga in gran conto un approccio razionale e basato fatti sperimentali alla Vita.
Senza la Sincronicità, ma soprattutto senza tener conto dei suoi effetti, non avrebbe un gran senso aspettarsi che le carte estratte in un Consulto possano ispirare domande che abbiano il minimo senso nell'esplorazione del Nodo del Consultante.
Insieme all'uso dei Tarocchi, è probabilmente l'aspetto che, alla frangia più scettica e reazionalista del grande pubblico, può apparire il più vicino possibile (se non corrispondente) all'idea di... "fuffa".
Eppure, anche per la Sincronicità, gli studi scientifici, e addirittura le pratiche più professionali di sostegno alla Persona, ci mostrano come questo concetto sia tutt'altro che "fuffa", ed anzi, ben conosciuto e compreso, venga utilizzato a vantaggio di ogni intervento di supporto.
In questo articolo pubblicato su Psychotherapy, rivisto da professionisti della American Psychological Association, gli Autori discutono di un modello di psicoterapia Junghiana, nel quale i terapeuti integrano e validano le "esperienze sincroniche" che possono accadere (e dunque empiricamente riscontrate) nel percorso terapeutico.
L'articolo evidenzia come ci siano prove empiriche dell'efficacia della terapia secondo la Psicologia Junghiana, che integra prospettive spirituali, ma come queste richiederebbero studi più approfonditi.
Roesler, C., & Reefschläger, G. I. (2022).
Jungian psychotherapy, spirituality, and synchronicity: Theory, applications, and evidence base.
Psychotherapy, 59(3), 339–350. https://doi.org/10.1037/pst0000402
Basandosi sulla premessa nella definizione di Sincronicità, ovvero un processo psicologico di coincidenze significative (o nessi acausali, per cui una cosa non ha determinato l'altra), questo studio valida una vera e propria scala (SAMD, Sinchronicity Awareness and Meaning-Detection) atta a misurare psicologicamente il grado di consapevolezza di una persona rispetto al verificarsi di eventi sincronici ed al proprio rilevamento di queste coincidenze di significato e senso, e la correlazione tra il grado di tale attitudine e la soddisfazione della persona.
La rivoluzionarietà di questa scala sta nel fatto che è il primo strumento sistematico, psicometrico, serio su questo argomento.
Non si tratta, insomma, di percezione soggettiva, di opinione, di un modo soggettivo di vedere le cose.
Russo-Netzer, P., & Icekson, T. (2023).
An underexplored pathway to life satisfaction: The development and validation of the Synchronicity Awareness and Meaning-Detecting Scale.
Frontiers in Psychology, 13, Article 1053296. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2022.1053296
Questo articolo traccia un collegamento tra Sincronicità, - definita come il senso di una profonda connessione psicologica tra un evento interno (ad esempio, tramite un'immagine o un sogno) e degli eventi esterni, - e Mindfulness, che è caratterizzata, infatti, da una profonda consapevolezza del momento presente, senza per questo confonderle.
Viene citata esplicitamente la volontà di esplorare empiricamente la Sincronicità, e di dare ulteriore validità alla Scala SAMD di misurazione psicologica del grado di consapevolezza sulla Sincronicità.
Ma si evidenzia pure come la Sincronicità non sia associata alla mindfulness rispetto ad eventi esterni ma piuttosto a processi attenzionali intrinsechi, influenzati da spunti interni.
Rosenstreich E, Russo-Netzer P, Icekson T (2024)
Beyond coincidence: An investigation of the interplay between synchronicity awareness and the mindful state.
PLoS ONE 19(10): e0307443. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0307443
Ho avuto a che fare con i computer, con la programmazione, con la comprensione di cicli, iterazioni, biforcazioni, diagrammi di flusso, processi di funzionamento... fin dall'infanzia. (Per saperne di più sulla mia Vita, puoi cliccare qui.)
Ho una formazione, partendo dalla mia infanzia, da Informatico.
E qualche volta mi capita di immaginare cosa direbbe, il me stesso di... cinque anni fa'?
Sì, basterebbe consultare (ha-ha, buona, questa) il me stesso di appena cinque anni fa'.
"Ma sei fuori?! Ma ti sei davvero messo a fare i Tarocchi?"
Eh.
"Fare i Tarocchi": a dirla così, sembra qualcosa di anacronistico, di assurdo... anche - sic - di leggermente ambiguo, eticamente.
Ma il punto è che io non "faccio i Tarocchi".
Io, come Tarologo (non come Cartomante!), utilizzo i Tarocchi come Strumento per facilitare le persone, in un Consulto co-creato insieme, nell'accrescere la propria Consapevolezza (intesa in senso riflessivo, simbolico e narrativo, non terapeutico) circa il proprio vissuto, fondando la mia pratica, che è quella della Tarologia, su concetti fondamentali che trovano riscontri nella Epigenetica e nella Sincronicità (ancora una volta, ciò non mi permette di implicare assolutamente *nulla* circa effetti terapeutici o clinici della Tarologia).
Su questi ultimi due ho già fornito, in questa lunga pagina, alcuni articoli.
Ma come si realizza il collegamento ai Tarocchi?
Come ci si arriva?
Come lo si compie, quel salto, volendo restare con i piedi per terra? (E' ben un ossimoro poetico, questo, ma rende proprio l'idea.)
E cosa ci dice, al riguardo, la ricerca scientifica, la validazione di risultati sperimentali nella pratica?
In realtà la questione si apre spogliando i Tarocchi del loro famigerato nome ed osservandoli per ciò che sono: disegni di simboli su pezzi di cartoncino.
E la questione si apre ancora di più guardando a ciò che quei simboli possono rappresentare, e cioè Archetipi.
Con queste premesse, ecco che gli articoli e i libri che seguono (meno, i primi, più, i secondi) che provano prudentemente a colmare anche questo ultimo gap.
Vale sempre il solito postulato: la pratica della Tarologia non è e non vuole essere equiparabile a quella medica o psicologica, ed anche gli articoli elencati di seguito, seppur di argomento strettamente psicologico e/o psicoterapeutico, vengono forniti esclusivamente con l'obiettivo di mostrare a Chi legge come l'utilizzo dei Tarocchi possa avere un suo fondamento pratico ed operativo.
Uno studio transculturale sulla tendenza umana ad associare significati universali a determinati simboli.
Questo è possibile con le teorie di Carl Gustav Jung su Inconscio Collettivo ed Archetipi. [N.L.]
Christian Roesler, Milena Sotirova-Kohli, Klaus Opwis, et al.
Empirical Study of Associations Between Symbols and Their Meanings: Evidence of Collective Unconscious (Archetypal) Memory
Journal of Analytical Psychology, Vol. 58, N. 4, pp. 533–556. https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1465-5922.1991.00211.x
John Beebe, analista junghiano, è l'ideatore del modello con il quale, per ognuno degli otto tipi psicologici individuati da Jung, collega otto Archetipi all'espressione di altrettante Funzioni psichiche nella Mente umana (a livello conscio e non).
John Beebe
Energies and Patterns in Psychological Type: The Reservoir of Consciousness
Routledge (2016)
Articolo d'archivio su apti (Association for Psychological Type International)
Carol Shumate supporta il modello 8 Funzioni - 8 Archetipi di Beebe, "perché illumina gli opposti inconsci insiti in ogni tipo e li collega a complessi archetipici."
Descrive anche l'apprendimento della psicologia dei tipi come "il viaggio dell'individuazione": questo ricorda il Viaggio del Matto nella Tarologia di Jodorowsky, dato che è un'energia, senza numero, e dunque senza una posizione fissa a priori, come se accompagnasse (e lo fa) ogni persona nel viaggio tra gli Arcani che porta, appunto, alla propria individuazione.
Carol Shumate
The eightfold way of teaching psychological type
The Journal of Analythical Psychology, https://doi.org/10.1111/1468-5922.12732
Pur se l'Autore impiega notevoli energie a smontare alcune delle definizioni date da Jung sugli Archetipi, nate da generalizzazioni e semplificazioni contestate anche da esperti di altre discipline, accetta, poi, sorprendentemente, l'ipotesi di "una forza aiutante nell'inconscio che supporta il processo terapeutico presentando simboli, immagini e schemi narrativi, ad esempio nei sogni", e vede questa ipotesi, che non necessita assolutamente, per essere esplorata, di essere collegata ad ambiti come spiritualità, religione, eccetera, come "uno dei più importanti contributi al campo della psicoterapia nel 20° secolo".
La conseguenza di questa ipotesi, esplicitamente citata dall'Autore, è la necessità di investigare il processo psicoterapeutico per cogliere, in maniera sistematica, dalla documentazione, tali schemi legati a simboli ed immagini.
La Tarologia non è e non sarà mai Psicoterapia, non mi stanco di ripeterlo. [N.L.]
Ma se, per un istante, a livello speculativo, facessimo quella supposizione di Roesler anche sul Consulto? Se supponessimo l'esistenza di un Principio che aiuta la co-creazione di quel momento di Consapevolezza favorendo l'estrazione di una carta con un simbolo piuttosto che un'altra?
Parliamo di un articolo pubblicato, nel quale, tra l'altro, Roesler sottolinea l'importanza del modello 8 Archetipi-8 Funzioni di Beebe per mappare l'interazione tra funzioni consce e non, tra l'altro collegandole direttamente a complessi archetipici.
Christian Roesler
The Process of Transformation – The Core of Analytical Psychology and How it Can Be Investigated
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/1468-5922.13095
Un articolo sorprendente, nel quale si analizzano i meccanismi dell'espressione genica, ovvero l'Epigenetica, come base biologica per comprendere l'attivazione di pattern archetipici (!) durante le fasi di transizione della Vita.
Ma pattern archetipici fondamentali possono essere ritrovati anche nelle figure raffigurate sui Tarocchi!
Aurea Afonso M. Caetano, Teresa Cristina Machado
Archetype and epigenetics – approximations: contributions of epigenetics to the clinical practice of analytical psychology
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/1468-5922.12799
Ogni riferimento ad Epigenetica, Sincronicità, Simboli o Archetipi e ad ogni altro termine, o suo derivato, utilizzato normalmente in un contesto sanitario, medico, o psicologico, o nella pratica di queste discipline e professioni, nonché ogni riferimento a studi inerenti, ha finalità esclusivamente culturale, divulgativa e riflessiva. [N.L.]
Che cosa pensi, di ciò che ti ho descritto in questa pagina?
Vuoi prenotare un Consulto Tarologico con me?
Clicca il pulsante qui sotto.