Sono nato con una disabilità fisica, la spina bifida.
E' una condizione che, a meno di scoperte scientifiche rivoluzionarie (chissà, ultimamente la Scienza sta facendo progressi inimmaginabili) o di miracoli ("ti sia fatto secondo la tua fede", afferma sempre Gesù a chi gli domanda una guarigione, al tempo stesso ricordandolo anche a noi), mi accompagnerà per tutta la Vita.
Hanno dovuto presentarsi altre circostanze, poi, perché finalmente io, una persona che aveva accettato la cosa senza tanti drammi, in fondo trovandola normale, arrivassi ad interrogarmi.
Perché? Perché?! PERCHE'?!?!
"Chiedete e vi sarà dato".
Ebbene, vale anche per le risposte.
Questa mia disabilità, la spina bifida, è certamente una sfida, ma è pure un'occasione preziosissima per mettermi alla prova... e per scoprire che, magari a modo mio, magari con i miei tempi, mi sono possibili cose che, a prima vista, non parrebbero di così facile realizzazione.
Ma questo è ciò che io ho tratto... la pagliuzza d'oro nella melma del fiume, per così dire: perché una disabilità non è sempre facile da vivere, naturalmente.
Eppure questa necessità di comprendere le cose in profondità, di trovar per esse un senso, mi è rimasta: un po' perché sono consapevole che, come ricorda il buon Socrate - So di non sapere -, le domande non si esauriranno mai...
E un po' perché... be', fa parte della mia natura innata, della mia personalità: una Mente curiosa, e soprattutto aperta!, sempre pronta ad entusiasmarsi, insieme al Cuore!
E' proprio per curiosità - o, almeno, questa è la spiegazione razionale, quella più superficiale, che uno potrebbe darsi - che mi sono approcciato ai Tarocchi, in un primo tempo.
Oh, non mi si fraintenda: conoscere il Futuro? E' forse l'associazione - e la tentazione - più comune, quando si pensa a quelle strane figure disegnate su quelle carte... ma si scopre presto, però, che ad usarli in questo modo, se il responso in previsione su una determinata domanda non è quello desiderato, è assai facile allontanarsi da essi e non osar più di toccarli...
Perché, non è forse tanto più facile (e umanissimo) desiderare che tutto vada... be', come vorremmo?
Ecco allora che, dopo una prima attrazione, seguita, dopo non molto, da una potente disaffezione, ho trovato un secondo modo, apparentemente più etico ("chi cerca trova"... e chi legge impara!) per utilizzarli: in modo tale, cioè, dopo aver esaminato, con la prima e la seconda carta, il passato e il presente di una questione, da trovare, nella terza carta, niente meno che un bel consiglio!
Ah, ma che "bellezza"!
Tutti questi dubbi, tutta questa paura di commettere un errore, di scegliere male... non è tanto più comodo, affidarsi ad una carta (estratta a caso, si badi) niente meno che una propria scelta?
Parrebbe di sì, a prima vista.
Ma se riflettiamo su come una carta, dalla quale pretendiamo che ci dia un consiglio, finisce con il privarci di un orizzonte sconfinato di scelte possibili... ne varrà veramente la pena, poi?
E se quel consiglio si rivelerà sbagliato, e noi, solo noi!, ne pagheremo le conseguenze, a chi daremo la colpa? Ad un rettangolo di carta con sopra stampate delle figure? Ed impareremo quella lezione, poi, se non ci saremo assunti la responsabilità di scegliere quella decisione?
Ma supponiamo pure che il consiglio si rilevi vincente (almeno, a brevissimo o breve termine)... potremo veramente considerarci noi, i vincenti? Potremo veramente proclamare a tutti di aver preso la decisione giusta, quando in realtà ci sarà stato suggerito da... sì, esatto: un rettangolo di carta (o cartoncino) con sopra stampate delle figure?
Ecco, allora, che pure sull'etica di affidare alla terza carta l'indicazione della scelta sul percorso da seguire ci sarebbe parecchio da ridire...
Si arriva, così, alla mia scoperta dell'esistenza di un'Accademia on-line, nella quale si insegna... la Tarologia di Jodorowsky.
Sì, ma... proprio tutto.
Tutto torna perché ricerche, studi, esperienze, pratiche di persone come Alejandro Jodorowsky o Anne Schutzenberger, uniti a teorie sperimentali come quella delle Costellazioni Familiari di Bert Hellinger, uniti a concezioni filosofiche e spirituali come quella dell'Uno (tutto è uno, la separazione è un'illusione) alle quali persino la Scienza comincia ad avvicinarsi (l'entanglement degli elettroni che non trova, nella sola Scienza, una spiegazione), insomma, tutto ciò mostra una coesione di... guizzi, temi, movimenti, dal livello più personale, passando per quello dell'albero genealogico, proseguendo per quello umano, per finire a livello cosmico... come se l'Esistere fosse una danza in perfetta (ancorché più spesso che no stupefacente ed incomprensibile) sincronia.
Ecco perché una persona come me, che per una vita si è considerata molto, molto razionale, ma si è pure posta miliardi di domande, arriva a scoprire uno strumento antico, bizzarro e dal potenziale straordinario come quello dei Tarocchi.
Sì, ma per farci cosa?
Se non per trovar consiglio, allora, per rispondere a quali domande?
Eh.
Siamo Anime, particelle energetiche dell'Uno (Dio, Universo, Tao, Tutto) che fanno esperienze tramite (anche) le incarnazioni umane.
Viviamo per fare esperienza della Vita, qualsiasi cosa ciò significhi, in qualunque modo ciò si declini, in una determinata incarnazione.
E facciamo esperienza per evolvere, per aumentare la nostra Consapevolezza!
Quanto dolore vediamo impartire e soffrire, intorno a noi, su una scala piccolissima o su una scala vasta come il mondo, per quella che parrebbe essere una sconfortante mancanza di Consapevolezza?
Ma... guardiamo anche (e soprattutto) alle storie, alle vicende nostre e dei nostri Antenati.
Quanti temi ricorrenti, quante corrispondenze in eventi, date, età, in biografie e cronologie?
Guardiamo a queste bizzarrie, e la nostra razionalità, dono di un progresso fin troppo spesso disumano e disumanizzante, ci fa propendere a vederle solo come una serie di coincidenze... non è forse più facile vederla così, che affrontare la realtà che vi sono cose che non comprendiamo o non ci spieghiamo?
Eppure, tutto torna: anche questioni dei nostri alberi genealogici che, a suo tempo, per mille ragioni, non sono state affrontate, guardate, comprese, accettate, metabolizzate, elaborate... ed ecco che ritornano, magari proprio nel nostro orizzonte di vita, come se... come se volessero essere guardate, ed affrontate, una buona volta.
E non capita solo a noi: pure la Scienza ce lo conferma, con un esperimento (per esempio) su dei poveri topolini portati *quasi* all'annegamento, che hanno poi messo al mondo proli piagate da una paura dell'acqua pur senza aver vissuto la stessa esperienza traumatizzante.
L'Epigenetica studia questo, la trasmissione attraverso le generazioni non solo dei tratti genetici come il colore degli occhi o dei capelli, l'altezza o la costituzione, determinate peculiarità o malattie... ma anche di particolari memorie emozionali.
Sincronicità
"Sì, ma che c'entrano i Tarocchi, in tutto questo?".
Ci fornisce una risposta, più o meno indirettamente, il buon Carl Gustav Jung, con il concetto di Sincronicità (che si ritrova, con altri nomi, anche in altre culture, specialmente orientali) secondo il quale ciò che si manifesta all'esterno è in realtà un contenuto interno che necessita di essere portato alla nostra consapevolezza.
Insomma, niente accade per caso, tutto ha un senso.
E, d'altronde, "non si muove foglia che Dio non voglia" è pure un detto dalle radici antiche (è l'evoluzione di un verso dalla "Rappresentazione di S. Giovanni e Paolo" di Lorenzo de Medici) che ha decisamente radici cristiane.
Riuniamo i puntini, allora, in questo capitoletto intitolato alla Sincronicità.
Tutto è Uno, tutto è intrinsecamente e fittamente collegato.
Cose che ci capitano oggi, nella nostra vita, potrebbero essere capitate, in modi identici, simili, simmetrici o anti-simmetrici, a persone di generazioni addietro nel nostro Albero Genealogico.
E... le Carte dei Tarocchi non vengono estratte veramente "per caso", anche se così sembra.
Nella Tarologia (parola che, a proposito, è la crasi di Tarocchi e Genealogia), gli Arcani mostrano simboli che richiamano Archetipi... gli Archetipi sono esperienze, concetti, che conosciamo da sempre, fin dagli albori della nostra esistenza, ma che è impossibile comprendere nella loro totalità e complessità.
Archetipi come il Bambino, la Madre, il Padre, la Nonna, il Nonno... ecco che, guardandole in questo senso, non per divinare, non per indovinare,, quelle figure su quelle tre carte paiono quasi prender vita e raccontarci... una storia.
Una storia a caso?
No, la Sincronicità di Jung parrebbe proprio confermare il contrario.
Allora, quelle tre carte, con le loro storie... potrebbero parlare di noi, e, magari, anche un pochino del nostro Albero Genealogico.
Possiamo cambiarle, quelle vite vissute tanto tempo prima di noi?
No, certamente no.
Eppure, nell'accorgerci, guardando quelle carte, che un certo tema col quale abbiamo a che fare (fin troppo, spesso, per i nostri gusti) potrebbe derivare da qualcosa di capitato ad un nostro antenato... già ci aiuterebbe a comprendere come quel peso, in fondo, non è nostro.
E, guardandolo, se da qualche parte nel nostro codice genetico, qualcosa gridava, appunto, "guardami!"... non si sentirà già, quel dolore, accolto?
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Ah, sono consapevole, anch'io.
Al momento (fine Novembre 2025) sono nei primi tre mesi del secondo anno di un Biennio professionalizzante in Tarologia.
La via è ancora lunga... e comprende, tra l'altro, ben 48 Consulti di pratica!
Consulti di Base, nei limiti di ciò che so fare e, soprattutto, che ancora non so.
Eppure, in tempi tanto travagliati, nei quali tante, troppe Menti sembrano perdersi... non potrebbe venire da dentro ciascuno, quella Consapevolezza della quale abbiamo un così disperato bisogno?
Ecco, in sole tre carte ci si può trovare l'Universo.
Basta aprirsi per ricevere.
Basta ascoltare per udire.
E via, ad evolvere.
Daniele Bergamini, 28-11-2025 (con, al mattino lontano appena poche ore, la mia prima partecipazione ad una Fiera, in particolare il Chakra 2025, Fiera di carattere olistico, in qualità, io, di Mental Coach certificato e di Apprendista Tarologo.)